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domenica 13 gennaio 2013

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Con questo post prosegue l'impegno di spreading waterpolo di dare voce a realtà non necessariamente detentrici di coppe dei campioni e titoli intercontinentali.
A Roma, versante sud, c'è l'Akrosport Roma, società in cui opera Mauro Baronciani, una di quelle persone di cui la pallanuoto non può fare a meno.
Una conversazione informale, ricca di spunti per chi, in questo momento di crisi, trova difficoltà a proseguire l'attività pallanuotistica.

SpreadingWaterPolo - Mauro, vuoi introdurti?
Mauro Baronciani – Buongiorno a tutti i lettori ed appassionati di questo fantastico sport, sono Mauro Baronciani ex giocatore, allenatore e vice presidente/factotum della mia piccola società: l' Akrosport Roma.

SWP - Vorresti presentare la tua società e la tua attività?
MB – La mia società nasce nel 2009 da due teste, la mia e quelle del prof. Stefano Labonia, con un'idea fissa: arrivare all'apice dello sport (da qui il nome Akrosport) e nello specifico della pallanuoto.
Dopo anni di campionati amatoriali e regionali “in trincea”, ci siamo affacciati alla pallanuoto che conta: quest'estate saremo alla terza partecipazione all'Habawaba International Festival; abbiamo, in gennaio, partecipato all'Haba Christmas, organizzato da Alessandro Calcaterra e Antonio Vittorioso, parteciperemo al Campionato di Promozione e a vari campionati Nazionali a livello giovanile.

SWP - Cosa ti spinge ogni giorno ad attivarti per la crescita e lo sviluppo della pallanuoto nella tua zona?
MB – Io mi faccio vanto di fare la Pallanuoto come primo ed unico lavoro: è proprio l'amore viscerale che nutro verso il mio sport che mi spinge a cercare sempre nuove soluzioni per migliorarmi.
Io e il mio inseparabile amico/preparatore atletico/socio/compagno di viaggio Gabriele Sergi siamo sempre alla continua ricerca di stimoli: 

  • invitiamo squadre,
  •  organizziamo tornei giovanili (Pallanuotando con Hippo in settembre, e Pallanuotando con Hippo...sotto l'albero a Natale) per ogni livello tecnico ed ogni età, convogliando tutto nei nostri centri a Roma Sud (Babel all'infernetto, Kristall ad Acilia e La Siesta 2000 a Spinaceto); 
  • seguiamo con interesse tutto ciò che ruota attorno al nostro mondo (seminari, common training con società maschili e femminili, blog).


SWP - Quali sono le difficoltà che ogni giorno ti trovi ad affrontare?
MB – Le difficoltà sono, purtroppo quelle che hanno tutte le società: la mancanza di spazi acqua adeguati, e l'elevato costo degli spazi federali.
Personalmente le mie squadre si dividono tra il retro campo di una piscina, 3-4 corsie di un'altra nel pomeriggio oppure tutto il campo dopo le 22.00; e questo risulta comunque molto penalizzante per chi, come noi,  vuole svolgere attività prevalentemente giovanili.

SWP - Quali sono le soluzioni che adotti?
MB – Innanzitutto un elevato spirito di adattamento e poi lo sfruttamento di tutti gli spazi morti e poco commerciali per i centri sportivi ( sabato pomeriggio, domenica pomeriggio e tarda serata). La mia filosofia è quella della “pool sharing”, quindi condivisione di tutti gli spazi acqua e degli atleti con altre società, al fine di crescere insieme e di creare un circolo virtuoso che possa portare le piccole società come la mia a competere anche con le grandi.

SWP - Esiste interscambio tra società?
MB – In linea di massima si, anche se, dietro l'angolo c'è sempre il pericolo di essere cannibalizzati dalle potenze, cioè che lo scambio sia a senso unico.
Il problema è che se le grandi società non provano a cambiare la propria politica, si troveranno a competere solo tra di loro: se oggi spariscono le piccole ... con chi giocheranno domani?

Ringrazio Mauro Baronciani della disponibilità e del tempo che mi ha concesso. Invito i lettori a contribuire postando qui i commenti o inviandomi una mail nel caso volessero parlare della loro attività in qualsiasi regione: discutere di problemi e relative soluzioni è il miglior modo per crescere.
Invito i lettori che ancora non lo avessero fatto a iscriversi al blog per ricevere le news dal sito e scoprire come aiutare la pallanuoto e questo blog a rimanere in vita.
Potete iscrivervi qui:

2 commenti:

  1. MB scrive:
    Le difficoltà sono, purtroppo quelle che hanno tutte le società: la mancanza di spazi acqua adeguati, e l'elevato costo degli spazi federali

    Da non addetto ai lavori, leggendo le parole di Mauro, mi viene spontanea una considerazione che al tempo stesso potrebbe essere intesa anche come una povocazione: come mai i centri federali hanno i costi così elevati?
    Per assurdo molte società sono costrette a rivolgersi alle non molte strutture private (dai costi leggermente più bassi) per trovare spazi acqua adeguati invece di poter utilizzare i sempre non molti impianti federali.
    Non potrebbero/dovrebbero essere invece questi accessibili in modo "agevolato" a società affiliate alla federazione? Già gli spazi sono pochi non è paradossale che alcuni rimangano (a causa dei costi) addiruttura sotto utilizzati?

    RispondiElimina
  2. Max, poni un problema interessante, che merita di essere discusso. Penso che sia importante cercare una soluzione "per passare la nottata", cioè un rimedio a breve periodo, e una più strategica, probabilmente dialogando con Federazione e gestioni, ma in maniera più organica, attraverso il peso di più società presenti nello stesso territorio.
    Attendo commenti di altrei lettori.

    RispondiElimina

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